Autore: Bianca Ciceri

Il concetto di sviluppo sostenibile si fa strada, a livello mondiale, a partire dagli anni ‘70.

Nel 1987 la Commissione Brundtland (successivamente World Commission on Environment and Development) ne introduce una prima definizione ad oggi riconosciuta a livello universale:

Lo sviluppo sostenibile, lungi dall’essere una definitiva condizione di armonia, è piuttosto un processo di cambiamento tale per cui lo sfruttamento delle risorse, la direzione degli investimenti, l’orientamento dello sviluppo tecnologico e i cambiamenti istituzionali siano resi coerenti con i bisogni futuri oltre che con gli attuali”. 

In questo contesto il settore turistico sembra accogliere l’invito a tale processo di cambiamento. In base alla definizione proposta dal UNWTO (Organizzazione Mondiale del Turismo) il turismo sostenibile è ciò che soddisfa i bisogni dei viaggiatori e dei territori ospitanti e allo stesso tempo protegge e migliora le opportunità per il futuro”.

Inoltre, nel quadro dell’Agenda 2030, il turismo sostenibile viene inserito tra le righe dei 17 Obiettivi e viene proposto come un’efficace alternativa a quello tradizionale.

Per un futuro e una crescita sostenibile

Questi cambiamenti hanno portato all’elaborazione di diverse forme di turismo sostenibile incentrate sul rispetto dell’ambiente, delle sue risorse e della cultura delle popolazioni locali. Ogni declinazione privilegia lo sviluppo di un determinato aspetto. Ne ricordo le principali:

  • ecoturismo: sostiene la protezione delle aree naturali e ha tra i suoi obiettivi il miglioramento degli standard di vita della popolazione locale e la dimensione educativa rispetto alla questione ecologica;

  • turismo di comunità: combina gli obiettivi di uno sviluppo turistico equilibrato con una sensibilità per le questioni ecologiche. Il concetto di sviluppo sostenibile viene qui utilizzato per migliorare la qualità della vita dei residenti preservando il paesaggio naturale e antropico;

  • turismo culturale: promuove la protezione e la conoscenza sia del patrimonio naturale sia di quello culturale.

Ecoturismo

L’ecoturismo, soprattutto per i Paesi in via di sviluppo, rappresenta una grande opportunità di crescita nel segno della sostenibilità. Rientrano in questa categoria diverse attività. In particolare quelle incentrate sull’apprezzamento della natura e della cultura locale, che propongono un’educazione sia rispetto alle tematiche ambientali sia nei confronti del patrimonio culturale locale e supportano il mantenimento delle aree naturali utilizzate come attrazioni ecoturistiche.

Ecoturismo

L’ecoturismo, soprattutto per i Paesi in via di sviluppo, rappresenta una grande opportunità di crescita nel segno della sostenibilità. Rientrano in questa categoria diverse attività. In particolare quelle incentrate sull’apprezzamento della natura e della cultura locale, che propongono un’educazione sia rispetto alle tematiche ambientali sia nei confronti del

Auroville: un “progetto di basilare importanza per il futuro dell’umanità”

Un esempio vincente di ecoturismo è rappresentato da Auroville, un villaggio nei pressi di Pondicherry, nell’India meridionale. Alla fine degli anni ‘60 un gruppo di hippy, provenienti da diverse parti del mondo, sotto la guida di Mirra Alfassa (detta “La Mère”), ha dato vita a uno degli ecovillaggi più grandi al mondo.

Occorre ripercorrere brevemente la sua storia per comprendere come un deserto di terra rossa sia stato trasformato in uno dei più grandi ecovillaggi al mondo, fondato su una vita priva di denaro, governo e religione.

La nascita di Auroville è il frutto dell’incontro tra due personalità certamente rilevanti nel panorama filosofico dell’India di inizio ‘900: Mirra Alfassa e Aurobindo Akroyd Ghosh. Il loro incontro avvenne il 29 marzo 1914; in quell’anno, infatti, La Mère si recò a Pondicherry dove conobbe Aurobindo, identificandolo come proprio maestro spirituale. Dopo la morte di Aurobindo, nel 1950, La Mère iniziò a sognare la città di Auroville, un luogo nel quale mettere in pratica gli insegnamenti di Sri Aurobindo e attraverso i quali far evolvere l’Uomo e l’Unità nella sua diversità.

Auroville vuole essere una città universale in cui donne e uomini di tutti i paesi siano in grado di vivere in pace e in crescente armonia, al di là di tutte le credenze religiose, di tutte le idee politiche e di tutte le nazionalità: lo scopo di Auroville è quello di realizzare l’unità umana”. 

Questa fu la prima dichiarazione pubblica annunciata dalla Mère nel 1965.

L’anno seguente il progetto fu presentato all’Assemblea Generale dell’UNESCO che l’approvò all’unanimità, definendolo, alcuni anni dopo, come “un progetto di basilare importanza per il futuro dell’umanità”.

Il 28 febbraio 1968 i rappresentanti di 124 nazioni si riunirono portando con sé un pugno di terra della propria patria, da mescolare in un’urna collocata al centro dell’Anfiteatro, in segno del loro appoggio alla creazione del villaggio.

La città, costruita dall’architetto francese Roger Anger, presenta  una disposizione “a galassia”: dal centro si propaga una spirale nella quale sorgono le varie costruzioni che compongono il villaggio. Il centro è rappresentato dall’Anfiteatro nel quale si trova il Matrimandir, una delle più imponenti costruzioni di Auroville, una grande sfera composta da dischi dorati che riflettono la luce solare. Al di fuori della parte centrale si trovano l’area Industriale (a Nord), l’area Culturale (a Est), l’area Residenziale (a Sud) e infine l’area Internazionale (a Ovest). Questi settori sono circondati da una Cintura Verde (Green Belt).

Auroville si estende su un’area fortemente colpita dalla deforestazione. Per questo motivo è stata necessaria una grande opera di restauro ecologico che ha permesso sia il ritorno della biodiversità sia la creazione di un habitat adatto alla comunità locale. Da allora, più di 2 milioni di alberi sono stati piantati.

A lato di questo lavoro si è sempre mantenuta un’enfasi verso lo sviluppo della città e delle aree circostanti usando, per quanto possibile, delle appropriate tecnologie ecologiche e sistemi di produzione di energie rinnovabili.”. 

Oggi Auroville conta circa 3000 residenti provenienti da diverse parti del mondo e impegnati in vari settori: energie rinnovabili, agricoltura e silvicoltura, educazione, assistenza sanitaria, elettronica, costruzioni, commercio, arte, amministrazione e rapporto coi villaggi limitrofi. 

La struttura di Auroville non è gerarchica, bensì fondata su una condivisione delle scelte. La Residents Assembly, formata da tutti gli abitanti maggiorenni, si riunisce prendendo decisioni basate sul consenso dei presenti. Questo atteggiamento di condivisione e fiducia si ripresenta anche per quanto riguarda la gestione delle risorse monetarie, gestite tramite un fondo comune. Il fondo comune (Central Fund) prevede un versamento mensile di 3000 rupie (50 euro), necessarie per finanziare i progetti della comunità; in cambio ogni abitante riceve un maintenance di circa 3500 rupie (60 euro) che può utilizzare per le spese essenziali; mentre l’assistenza sanitaria, l’educazione e le varie attività ludiche sono completamente gratuite.

Inoltre, nell’ottica di un turismo sostenibile, i vari operatori si impegnano nella promozione di attività nel rispetto dell’ambiente e attraverso il coinvolgimento della popolazione locale in relazione agli impatti e ai benefici che questo tipo di turismo può offrire.

Come accennato in precedenza, una delle peculiarità dell’ecoturismo è la promozione di attività in contatto con la natura, al fine di conoscerla e apprezzarla. Queste attività permettono al turista di scoprire la vera essenza del luogo e nel contempo contribuire alla sua conservazione sia dal punto di vista naturale sia culturale, senza alterarne tuttavia la struttura fisica bensì entrando in relazione con essa. Auroville offre molteplici esempi in questo senso: visite guidate alla scoperta della città, apprendimento itinerante attraverso attività quali la fotografia e la botanica e diffusione di brochure per conoscere la natura, la storia e la cultura del luogo. 

La sensibilità e la consapevolezza ambientale che vengono praticate ad Auroville stimolano la curiosità del turista e lo coinvolgono pienamente anche da un punto di vista formativo. Auroville tutela e valorizza la sua identità e la sua storia accogliendo coloro che sono disposti a conoscerla e preservarla nel rispetto della Terra e delle sue risorse, dando vita, in questo modo, a un maggiore scambio interculturale.

Fonte: Fratocchi L. (A.A. 2014-2015), Corso di Laurea in Relazioni Internazionali, L’ecoturismo: paradigma di sviluppo per i Paesi in via di sviluppo, Luiss Guido Carli Libera Università Internazionale degli Studi Sociali, Roma

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